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15 gen Perdita uditiva e deficit cognitivo: esiste una relazione?

Una perdita uditiva può aumentare di tre volte il rischio di sviluppare una forma di demenza, specialmente in tarda età. Gli anziani con una forma significativa di ipoacusia infatti hanno il 24% di probabilità in più di compromettere le proprie abilità cognitive, tra cui concentrazione, memoria e capacità di pianificazione. Molti studi recenti mostrano come la perdita uditiva possa influire sulla buona salute del cervello.

Uno degli studi più recenti è quello condotto dalla ricercatrice Elham Mahmuodi dell’Università del Michigan, che ha preso in esame le le assicurazioni mediche di oltre 114.000 persone sopra i 66 anni con diagnosi di perdita uditiva. La ricercatrice ha notato che fra coloro che indossavano gli apparecchi acustici (solo l’11% delle donne e il 13% degli uomini) ansia, depressione, demenza senile e cadute accidentali insorgevano con un ritardo di almeno 3 anni.

Ma qual è il legame tra perdita uditiva e deficit cognitivo? La perdita uditiva causa, soprattutto nelle persone anziane, un senso di sconforto, di vergogna e di isolamento. Di conseguenza, si evitano le occasioni sociali e le conversazioni con amici e parenti, allontanandosi sempre più dal mondo e dai suoi stimoli. E la mente, privata a lungo di tali stimoli, è più soggetta ad un declino cognitivo.

 

Gli esperti, dicono che l’ipoacusia può contribuire in quattro modi diversi allo sviluppo di una forma di deficit cognitivo.

Le ipotesi riguardano:

  • L’isolamento sociale, come detto in precedenza;
  • L’esistenza di un processo fisiologico comune che comporta sia la perdita uditiva, sia il declino cognitivo;
  • Cognitive load: cioè lo stress esercitato sul cervello per  lo sforzo di comprensione che deriva da un deficit uditivo;
  • Una modifica della struttura del cervello che può derivare dalla perdita uditiva, contribuendo così allo sviluppo di problemi cognitivi.

Come prevenire il calo uditivo?

Di seguito alcuni importanti consigli per prevenire ai problemi uditivi:

  • Attenzione ai rumori di tutti i giorni.
    La regola generale per i rumori forti è che non devono superare gli 85 decibel. Asciugacapelli, frullatori, macinacaffè, tosaerba e iPod possono superare singolarmente questo limite ogni giorno e danneggiare l’udito.
  • Non trascurare il cerume.
    Quello del cerume potrebbe sembrare un problema insignificante, ma un suo accumulo potrebbe intasare le orecchie e causare la perdita temporanea dell’udito, soprattutto perché viene compresso e spinto più in fondo ogni volta che si tenta di pulire le orecchie con un cotton fioc.
  • Il raffreddore e le allergie.
    Seni paranasali ostruiti causati da raffreddori e allergie possono causare una perdita dell’udito temporanea, soprattutto quando nell’orecchio si crea pressione. Consultate sempre il vostro medico per una terapia farmacologica adeguata, per controllare le allergie al fine di evitare l’accumulo di liquidi nella zona dell’orecchio medio.
  • Curare tempestivamente le infezioni dell’orecchio.
    L’otite media, un’infezione dell’orecchio, è più comune nei bambini, ma può verificarsi anche nell’età adulta. E ricordiamo che infezioni dell’orecchio molto frequenti possono portare a perdita dell’udito permanente. Insomma, se sospettate un’infezione all’orecchio, consultate un medico per un trattamento il più efficace possibile.
  • Seguire un regime alimentare sano ed equilibrato.
  • Non ignorare il problema.
  • Uno dei problemi più comuni, ma anche tra i più prevenibili, è la perdita progressiva dell’udito che, quindi, peggiora nel corso degli anni senza che il soggetto interessato chieda alcun tipo di aiuto.

La perdita uditiva è un problema frustrante che mette a dura prova, anche dal punto di vista psicologico, chi ne soffre. La prevenzione è la strada migliore per prendersi cura del proprio uduto

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